Guillaume y los chicos a la mesa!

Un día de sol en Sol 

Oggi a Madrid erano tipo 26 gradi. All’ombra.
Giuro, non scherzo.
Temperature che a momenti nemmeno in Puglia.
Una persona normale con questo tempo, finita la giornata di lavoro, si andrebbe a tirare sull’erba al Parque del Buen Retiro. O a mangiare un frozen yogurt (foto mia yogurt) allo Smooy a Sol. Che poi.. è esattamente quello che abbiamo fatto noi.
Scena: c/Ayala 7, esterno.
Interpreti principali: tre stagiste stremate e frustrate dal dover passare in ufficio una giornata da spiaggia.
‘Ragà, allora a domani..’, ‘Si..’, ‘Vado a studiare..’

‘Ma io mi farei una passeggiata..’, ‘Con sto sole…’

‘Vabbè, ho capito: andiamo a Sol.’
Ciao ciao buone intenzioni.

 

Cicciona per caso

Partendo dal presupposto che volevamo solo farci un giro per goderci ‘sto bel sole dopo le settimane di freddo gelido… non è mica colpa mia se è andata a finire che ci siamo sedute a mangiare frozen yogurt affogato nel dulce de leche e ricoperto di noci caramellate.
Il mio.

Frozen yogurt Mooy

Le altre hanno optato per un più onesto e meno schifoso yogurt con pezzi di fragola o con solo una spruzzata di dulce de leche.

Loro.
Ma d’altronde non sono loro che si sfondano di tapas vestite da conigli rosa.

 

Corri, Forrest!

Il senso di colpa devastante per essermi ingollata nonsonemmenoquantoenonmiinteressa di gelato in termini di calorie mi spinge a tornare a casa a piedi.
Col caldo umido di ‘sti giorni.
Col tempo contato. Ché son le sei e mezza e ho il film alle nove e mezza e mi ci vogliono tre quarti d’ora solo per tornare a casa e un’altra mezz’ora di metro per raggiungere lo Yelmo.
Ce la posso fare.
Challenge accepted.

 

L’appuntamento di oggi è con…

Guillaume et les garçons a tàble (Guillaume y los chicos a la mesa!/Me, myself and mum/ Tutto sua madre)

 Guillaume et les garçons à table

Lingue e frustrazioni (don’t be gross)

Io comincerei dal titolo.
Già su questo potremmo spenderci ore e pagine.
Ma niente paura, grazierò sia voi che la tastiera del mio povero pc che già si lagna per il dolore di essere pestata da una laureata in lingue frustrata.
Perché una/un laureata/o è sempre frustrato quando scopre il titolo originale di un film che ha visto.
Non ci sono eccezioni.
E se le trovate, portatemele perché i casi son due: o si tratta di una presa per il culo o la laurea in lingue è finta e la mattina la si stacca dal muro dove sta appesa e la si usa come tovaglietta per fare colazione.

 

Mortacci di Babele e della torre.

Guillaume y los chicos a la mesa titoli

Dicevamo, il titolo.
Ora.
Se nel titolo originale ci mettono una frase come “Guillaume et les garçons a tàble” – che non è proprio una frase neutra come ‘il gatto è sul tavolo’ – un qualche suo cacchio di motivo misterioso ci dovrà pur essere, giusto?
A quanto pare c’è qualcuno che dissente. Altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che un’espressione del genere venga tradotta in altro modo.
Ma procediamo con ordine.
Gli amici spagnoli hanno fatto l’ottimo lavoro di tradurre il tutto letteralmente, con la stessa identica espressione in spagnolo. Chapeau, amici iberici.
Già passando la manica cominciamo ad avere qualche problema: Me, myself and mum. Ok, il senso lo abbiamo afferrato, in questo modo. Si capisce che il film si incentra sul rapporto di ‘sto cavolo di Guillaume con la madre. Ma vedendo il film ci si rende conto che la frase ‘a tavola!’ un suo significato ce l’ha. E cassarla deliberatamente in questo modo non è stata proprio una furbata, a mio parere.
Ma tant’è.
Ad ogni modo, gli amici della Wonder Queen Elizabeth si salvano in corner.
Cosa che non posso dire dei nostri amati conterranei.
‘Tutto sua madre’.

 

Orticaria all’italiana

Amici del Bel Paese?
Il motivo che vi ha spinto a tradurre ‘Guillaume et les garçons a tàble’ con ‘Tutto sua madre’ l’avete trovato in fondo al cestino delle idee da ultima spiaggia perché volevate fare ‘na roba originale?
Ora, la creatività è tanto ‘na bella cosa, per carità. Ma non sempre è la risposta giusta a tutto. Non è che se ho la ricetta della torta di mele e la voglio rivisitare ci sbatto dentro i pomodori a fettine anziché la frutta.
Ça va sans dire.
Stessa roba per la traduzione di ‘sto titolo.
Qualcuno che aveva parlato di ‘madri’ e di ‘tutti’ già c’era stato: il signor Almodóvar si starà sentendo fischiare le orecchie. Lui e tutto il cast di Todo sobre mi madre.
Diciamo che hanno mischiato un po’ gli elementi della frase in ‘Tutto sua madre’.
Gli hanno dato ‘na botta di shaker e ne hanno tirato fuori quel robo.
Che poi, il mio moroso, quando gli ho detto che cosa ero andata a vedere al cinema, la prima cosa che ha detto è stata: ‘ah si, tutto su mia madre’.
Traduttori?
Nun ce semo.

 

“N’omo na donna n’omo na donna”

Avevo promesso che non avrei sparato il pippotto linguistico.
Bon, mantengo la mia promessa.
Passiamo al film.
Tante tante risate. Ma tante proprio, giuro.
Partiamo dal presupposto che si tratta dell’adattamento di un monologo teatrale.
E infatti i titoli di testa fanno un attimo ridere perché sceneggiatore, regista e attore sono sempre la stessa persona – anche se lui cerca di fregarci come fa Dustin Hoffmann in Tootsie o Robin Williams in Mrs. Doubtfire.

 Robin Williams in Mrs. Doubtfire - Guillaume Gallienne - Dustin Hoffmann in Tootsie

Si perché, amici cari, l’attore che interpreta Guillaume e quello che interpreta sua madre sono la stessa persona: Guillaume Gallienne. Mica si tratta di un uomo e di una donna.

Giustamente, aggiungereste voi, dato il film.
Ma io che son cretina col botto non l’avevo mica capito, all’inizio.
Nel mio mondo di fatine volanti, mica me n’ero accorta che sotto la parrucca bionda c’era un portatore sano di pene.
Com’è magica la vita.

 

Un tocco di intellettualismo 

Fatemi fare un attimo l’intellettuale e la radical e chic.
Dopo la figura da pigna nel precedente paragrafo ve lo devo.
E soprattutto me lo devo.
‘sto film è una figata anche perché si basa sul concetto di metateatro/metacinema.
E mo, se vi è salita su per il tubo digerente la voglia di sapere cosa cacchio è ‘sta cosa, se si mangia o se è il nome di un nobiluomo francese del 700, datevi da fare e andate a cercare.
Io il mio momento da intellettuale l’ho finito.
Avevo detto che si sarebbe trattato di un attimo, no?

 

True colors

Ragazzi, però devo dire che i film francesi paiono fatti in serie, quando si parla di atmosfere e/o colori.
La prima cosa che ho pensato quando ho cominciato a vedere ‘Guillaume et les garçons a tàble’ è stata: «siamo andati ad attingere da Il favoloso mondo di Amélie e da Il piccolo Nicolas e i suoi genitori?».

Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain e Le Petit Nicolas

A parte la questione dei colori e dell’atmosfera, che i film francesi c’hanno tatuato nel DNA a quanto pare, l’altro elemento che ti fa scuotere subito il campanellino della Manica è il surrealismo.
Se nel Favoloso mondo di Amélie ci sono scene decisamente sopra le righe come quella del carciofo, pure in Guillaume ritroviamo qualcosa di molto simile.
La differenza è che in Amélie il surrealismo è più tutino, mentre in Guillaume è più cretino.

 

Gwyneth Paltrow e i gay 

Altro elemento che troviamo molto presente è la questione dell’omosessualità.
Sarà l’accoppiata omosessualità-surrealismo che mi ha fatto subito scattare il link a due libri che ho letto anni e anni fa: Popcorn a colazione di Laura Cunningham (foto copertina) e Correndo con le forbici in mano di Augustin Burroughs (foto). Che se per il primo a momenti sul browser mi esce Bongo col cartello “popcorn-che?!”, per il secondo basta digitare l’inizio della preposizione e vi esce il FINIMONDO.
Volete sapere perché?

Correndo con le forbici in mano

Perché ‘Correndo con le forbici in mano’ ha pure la sua brava trasposizione cinematografica patrocinata da Gwyneth Paltrow.
Serve aggiungere altro?

 

Paese che vai, luogo che trovi

La cosa che mi è piaciuta proprio tanto di ‘sto film è il modo in cui il nostro registattoresceneggiatore Guillaume sia riuscito a prendere per il culo un po’ tutto il mondo. Francesi compresi. Cosa non facile per un francese, quindi c’è da dargliene atto.
E gli spagnoli sembrano perennemente su di giri,
e i francesi instancabilmente annoiati con la loro brava aria di sufficienza,
e gli inglesi assolutamente fuori come dei balconi,
e i tedeschi incrollabilmente rigidi.

Guillaume y los chicos a la mesa

Ma se la prende pure con le categorie, oltre che con le popolazioni del mondo, eh:
i militari, per esempio, o gli stessi gay con annessi e connessi.
Sapersi un po’ paraculare e paraculare, utilizzando delle armi efficaci come i luoghi comuni, è sempre una bella cosa.

 

E ora qualcosa di completamente diverso

Diciamo che potrei andare avanti a parlare per ore di questo film.
Ma magari non è il caso, perché vi brucerei anche la bellezza della scoperta.
O semplicemente di farvi un milione di risate senza che nessuno vi abbia spoilerato niente.
All’inizio avevo pensato di mettervi dei link alle scene che mi hanno letteralmente fatto piegare dalle risate.
Poi però ho cambiato idea.
Un po’ mi dispiaceva fare spoiler.

Spoiler alert doomsday

E un po’ non sono riuscita a trovare una mazza, sul Tubo, delle scene che cercavo.
Quindi ora sta a voi: scegliere se guardare questa piccola perla cinematografico-teatrale o se non guardarla.
Pillola rossa o pillola blu?
E no, non sto parlando del Viagra. Don’t be gross.
Sappiate solo che se opterete per il no, vi perderete una serie di elementi esilaranti come la principessa Sissi, cavalli (e non parlo solo di animali..), massaggiatori folli e cori delle voci bianche che cantano We are the champions.
Vi chiederete ora: ecchemminchia c’entrano tutte ‘ste cose in un film del genere?
Lo scopriamo?

 

Buona visione. E buonanotte.

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