Night train to Lisbon

Vuoi mettere Eboli con Milano?

Tornata dalle vacanze di Pasqua. Super short, però si trattava pur sempre di vacanze.
Per l’occasione si torna all’ovile: ciao ciao Madrid e bentornata in Italia.
Beh, proprio ovile non era dato che mi son fermata qualche giorno in quel di Milano (la mia Bari dovrà aspettare).

Duomo di Milano

Ma che volete, il vil dinaro regola ancora le nostre vite e quindi di tornare al mio ovile originario non se ne parlava.
E quindi Ilaria si è fermata a Milano.
Come Cristo.
Solo che a me è andata nettamente meglio. Sai che palle fermarsi a Eboli, invece.
A malapena si conosce la sua ubicazione geografica, figuriamoci trovarci qualcosa di interessante.

Mappa di Eboli

 

Chiamate il telefono azzurro.

Insomma, finita la pausa pasquale si torna al cinema – chissene del lavoro, è al cinema che si torna dopo le vacanze.

Tirso de molina

Oddio, non che durante le vacanze sia stata lontano dai film.
Un bel giorno, a me e al pazzo che mi ospita è venuta una felicissima idea.
“Dai perché non ci guardiamo Fuga di cervelli? Se dobbiamo criticarlo, per lo meno facciamolo con cognizione di causa, dopo averlo visto!”
Quanto è brutto avere la mentalità aperta.
A volte avere pregiudizi ci preserva da violenze psicologiche che lasciano cicatrici indelebili.
Che è quello che è successo a noi dopo aver visto questa… cosa.
Sì, cosa.
Non c’è altro modo di chiamarla.
E sono stata gentile.
Quindi ho cominciato a cucinare, sublimando la mia frustrazione in torte, vongole e crocché.

japanese cheescake - polpette di patate - spaghetti con vongole

Fortunatamente, però, il post di oggi non riguarda questa… cosa.
State tranquilli che già vi vedevo alzare la gamba per gettarvi giù dal balcone.
L’appuntamento di oggi è con…

Night train to Lisbon/Nachtzug nach Lissabon/Tren de noche a Lisboa/Treno di notte per Lisbona

Locandina Night train to Lisbon

Innanzitutto finalmente un film con un titolo perfettamente traducibile.
Liscio, chiaro e UGUALE in tutte le lingue.
FINALMENTE.
Sì, a questo punto preferisco una frase così facile da tradurre così per lo meno ai traduttori non gli parte l’embolo per lo sforzo creativo e a me – e a tutti i rompiscatole come me – non viene un attacco alle coronarie per l’imprecisione nella traduzione.

 

Film che vedi, lingua che trovi. O forse no.

Non male.
Il film, dico.
Specialmente la sceneggiatura. Il discorso di laurea di Amadeu, poi, davvero meraviglioso.
L’ho cercato in lungo e in largo su youtube: in inglese o in spagnolo. Niente. Alla fine, però, sono riuscita a trovarlo.
Doppiato in greco.
Giuro.
Un’altra botta di fortuna e lo trovo in tedesco.
Che, volendo, il suo senso ce l’ha pure, contando che la produzione del film è tedesca.
Peccato che la lingua originale del film sia l’inglese.
Me ne sto ancora chiedendo il perché.
Ultima botta di culo e lo trovo in italiano.
E qui, io che il film l’ho visto in lingua originale, stenderò un velo pietoso.

 

Le belle…

Qualche piccola somiglianza con Philomena di Stephen Frears – se non l’avete ancora visto, fatelo. Tanta carineria sposata a un tocco di ilarità che alleggerisce un tema già di suo pesante.

Philomena

Belli, bellissimi i flashback che collegano la realtà presente di Lisbona a quella della Lisbona nel periodo della dittatura di Salazar.
Belle, bellissime le parti di voce fuori campo di lettura del libro di Amadeu – mi piange il cuore a sottoporvi il doppiaggio italiano, ma la pesca oggi è un po’ povera.
Col bagaglio del film in lingua originale, il doppiaggio italiano sembra fatto dalla produzione de Gli occhi del cuore di Boris.
Bella anche la fotografia.
Niente smarmellamenti e una bella luce.
Ma…

 

… e le bestie

… c’è qualcosa che non mi torna.
A parte che l’ho trovato un po’ troppo lungo per la storia. E in alcuni momenti un po’ lento –
soprattutto nei momenti di ritorno al presente.
Ma poi.
I primi minuti del film ci presentano una donna che vuole suicidarsi buttandosi giù da un ponte – che già questa di per sé potrebbe essere un’ottima presentazione del film, della serie ‘buongiorno tristezza’.
Ma il vero problema sorge nel momento in cui il nostro eroe salva la depressa e im.paz.zi.sce.
Letteralmente.
Voi come definireste quello che fa lui – cioè mollare la sua classe di punto in bianco, mollare il lavoro di punto in bianco, prendere un treno per andare a Lisbona ALL’IMPROVVISO e molto altro ancora? Vi lascio il gusto di apprenderlo dal film.
Il tutto per via della ragazza.
Il che, se il nostro omino si fosse invaghito di lei, potrebbe anche avere un suo senso. E un suo fascino.
Ma no.
Questo smolla tutto nel giro dei primi cinque minuti del film, getta alle ortiche tutto quanto, senza neanche la PARVENZA di un motivo, per quanto futile possa essere.
Niente.
Non ho capito.

 

I Beatles portoghesi

E poi, scusate.
Il nostro pazzo, scavando nel passato dell’amico scrittore Amadeu de Prado, scopre, tra tutte le altre mille cose, che aveva un amico delmondo. Amico per il quale Amadeu aveva affrontato le ire dei genitori e della società – vi rimando al discorso di Amadeu di laurea – e al quale aveva comprato una farmacia.
Signori, una FARMACIA.
Non è esattamente un sacchetto di patatine.
Si suppone, dunque, che Amadeu sia particolarmente legato a questo amico – oltre al fatto che abbia una barca di soldi.
Eppure Amadeu ci mette 0,3 nano secondi a mandare in vacca l’amicizia con l’amico delmondo per una ragazza.
Il tutto mentre tutti e tre – Amadeu, amico delmondo e ragazza – fanno parte della Resistenza.
Cioè, Amadeu non ha neanche un momento di dubbio, di vacillamento.
Niente.
Tanto sappiamo che giusto QUALCHE rimorso ce l’ha avuto, andando avanti col film. Ma lo sappiamo indirettamente, dalla ragazza. E un milione di anni dopo, oltretutto.
Ovviamente il dubbio poi m’è venuto.
Se è proprio vero, alla fin fine, che siamo sempre noi donne a mettere zizzania.

Beatles

O se sono i maschi coglioni che capitolano subito non appena gli tira un po’ di più. Come la storia di Yoko Ono e di Quei Famosi Quattro là.
Non saprei, ci devo pensare.

Buonanotte. E buona visione.

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